Sabato 23 febbraio 2019 si è tenuta a Roma al teatro Argentina la prima assemblea delle professioni sanitarie e sociali alla quale erano presenti i Presidenti delle federazioni nazionali di 10 ordini e moltissimi Presidenti di ordini provinciali. Le federazioni nazionali dei diversi ordini hanno elaborato un manifesto dal titolo “Alleanza tra professioni della salute per un nuovo SSN”.

Mi sembra importante far conoscere a tutti gli iscritti questo manifesto perché solo condividendolo e lavorando uniti possiamo sperare di riuscire a migliorare l’assistenza ai cittadini in modo omogeneo in tutto il territorio nazionale. Nel suo intervento la Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli ha sottolineato che la professione dell’infermiere è quella più vicina al paziente, che lo segue h 24 sia in ospedale che sul territorio. Ha ribadito che studi internazionali indicano come ottimale il rapporto infermiere/paziente 1:6 per riuscire ad abbattere del 20% la mortalità; in Italia abbiamo situazioni molto diverse, regioni in cui il rapporto è 1:8 , altre 1:17. La carenza maggiore si evidenzia sul territorio, questo si ripercuote soprattutto sui malati cronici, anziani, persone non autosufficienti, quindi quella parte della popolazione più fragile. Anche in questo caso c’è un grandissimo divario fra regione e regione e questo non consente l’introduzione dell infermiere di famiglia, accanto al medico di medicina generale in modo omogeneo sul territorio nazionale. In Italia nel 2016 il numero degli infermieri era di 557 ogni 100.000 abitanti ed ora è ulteriormente diminuito. Tale numero è molto inferiore a quello dei paesi della media UE, quali Germania e Francia dove la media supera i 1000 infermieri per 100.000 abitanti.

Per raggiungere il livello medio UE in Italia mancano 50-60 mila infermieri.

La Presidente ha inoltre fatto riferimento alla diversa epidemiologia della popolazione con le malattie croniche in continuo aumento e si stima che fra 10 anni i malati cronici in Italia saranno 25 milioni e i multicronici 14 milioni. Nel XXI secolo aumenterà l’assistenza a domicilio , vi sarà più tecnologia e la cura centrata sulla persona. Gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare ad essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro professionalità: una nuova epidemiologia richiede nuovi modelli di assistenza e per questi c’è già il nuovo infermiere che deve essere specializzato è presente h 24 sul territorio. Ma deve essere presente in modo omogeneo in tutte le regioni.

Nella nostra realtà siamo appena all’inizio e per questo dobbiamo impegnarci e formarci in futuro. Anche in Alto Adige dobbiamo riuscire come infermieri a dare risposte adeguate ai bisogni del cittadino.

È una grande sfida che dobbiamo cogliere e lavorare sodo affinché a tutti i livelli venga riconosciuto il nostro fondamentale ruolo all’interno di un team multidisciplinare che si prende cura del cittadino.

MANIFESTO DELL’ALLEANZA TRA PROFESSIONISTI DELLA SALUTE PER UN NUOVO SSN

 

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