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Una visione integrata, per il paziente e per il professionista

Questo il filo conduttore che ha accomunato gli interventi della tavola rotonda “I bisogni della sanità si modificano nel tempo”, organizzata nell’ambito dell’evento formativo ‘Nutrizione e lesioni, rischi e responsabilità: ieri, oggi e domani (/index.php?option=com_content&view=article&id=44509&catid=147&Itemid=1001)’ svoltosi oggi - 26 novembre - a Reggio Emilia. Duecento presente all'evento di Reggio Emilia Circa 200 i professionisti presenti: infermieri (/infermiere/infermieri.html), medici, dietisti. A riprova che il bisogno del paziente e le necessità del professionista devono essere considerate in modo multidisciplinare. E gli interventi ne hanno messo in luce le molteplici sfaccettature: progetti infermieristici di assistenza, il rapporto con il paziente e con la cittadinanza, la valutazione dei rischi e l’organizzazione delle competenze all’interno delle aziende sanitarie. Un esempio di integrazione è quello condotto dalla Dott.ssa Angela Peghetti (/index.php?option=com_content&view=article&id=42349&catid=151&Itemid=1001) affrontando il tema della disabilità correlata all’assistenza. Partendo dallo studio dei principali fattori sistemici e assistenziali che aumentano l’insorgere di situazioni di questo tipo durante il ricovero ospedaliero ha elaborato un progetto – come lo ha definito la stessa Paghetti - per sensibilizzare gli infermieri a migliorare le pratiche assistenziali. E quindi gruppi di lavoro sull’individuazione dei fattori di rischio sistemici, assistenziali e sulle principali buone pratiche da adottare. E l’insorgere di problemi connessi al ricovero ospedaliero è il cuore dell’attività di un risk manager ed è stato anche il centro dell’intervento del dottor Pietro Ragni. La parola d’ordine, dal suo punto di vista, è una: Considerare gli outcome sui pazienti e sui parenti. Perché con rischio clinico non bisogna intendere solo i possibili eventi avversi, ma bisogna considerare la sicurezza del paziente nella sua globalità. Non abbiamo solo la responsabilità di non arrecare danni di salute – ha sottolineato il dottor Ricagni - , ma di non esporre nessuna delle persone in carico a conseguenze negative. E tra queste ci sono anche i parenti. Per questo è necessario prestare attenzione a qualsiasi comportamento che si sceglie di adottare. Il verbo scegliere, con una valenza etica e morale, ha un ruolo centrale per il Dott. Luca Rossi. Per il medico fare scelte è un esercizio quotidiano – spiega Rossi – e queste possono essere individuali, di strategia clinica o di governo clinico”. Ma in tutto questo il professionista non può prescindere da etica e morale, “gli strumenti per fare la miglior scelta possibile. Un esempio di come le scelte aziendali ricadono sui professionisti è emerso dall’intervento della Dott.ssa Marina Iemmi che ha presentato il legame tra centralità del paziente e la contemporanea specializzazione e integrazione del professionista dal punto di vista di un dirigente infermieristico. Gli elementi di integrazione sono molteplici: tra ospedale e territorio, tra diversi professionisti e tra differenti competenze. Tutto per adottare – come spiega Marina Iemmi, attualmente dirigente delle professioni sanitarie all’Arcispedale Santa Maria Nuova IRCCS di Reggio Emilia – i metodi organizzativi più consoni al nostro paziente. E se il futuro punterà necessariamente sui servizi territoriali, già oggi all’interno del presidio ospedaliero occorre differenziare la formazione degli operatori. Il nostro ospedale – spiega Marina Iemmi – si caratterizza per due fabbisogni: integrazione e specializzazione. Questi elementi devono coesistere e stare insieme. La traduzione è la formazione di un professionista con particolari conoscenze che devono essere messe in rete per “la centralità del paziente”, facendo anche ricorso a figure o forme organizzative specifiche come il primary nursing (/index.php?option=com_content&view=article&id=28309&catid=150&Itemid=1001), il case manager (/index.php?option=com_content&view=article&id=29267&catid=151&Itemid=1001), l’infermiere di ricerca o quello dedicato alle cure palliative (/index.php?option=com_content&view=article&id=30358&catid=154&Itemid=1806)”. Oggi le competenze necessarie nel mondo sanitario talvolta quasi travalicano il mondo dell’assistenza: Diventa sempre più importante – dichiara il Dott. Orazio Cassiani, responsabile del servizio infermieristico tecnico e riabilitativo della casa di cura Villa Verde di Reggio Emilia – definire un connubio tra la formazione sanitaria e la capacita di fare management all’interno dell’area sanitaria. Si tratta di un’attività relegata prevalentemente al manager ma che in realtà richiede competenze specifiche di tutti i professionisti del mondo sanitario. Una necessità anche per “offrire un ventaglio di opportunità" al paziente che abbiamo l’obbligo e etico e morale di poter sostenere.

By | novembre 26th, 2016|Nurse24.it|0 Comments

Sotto la divisa, niente. Infermieri contro lo show erotico

Infermieri - sia uomini che donne - indignati e in rivolta contro lo show erotico in programmazione per questo week-end a Riccione. Getta fango sulla categoria. Il manifesto dello show (censurato da Nurse24.it) Basta con il cliché dell'infermiera sexy Immediate le proteste degli iscritti al Collegio Ipasvi di Pesaro-Urbino in seguito al volantinaggio pubblicitario del Pepenero, noto night club di Riccione, che promuove lo spettacolo "Giochiamo al malato e l'infermiera?" e che in un baleno riporta la professione infermieristica indietro nel tempo, quando a farla da padrone erano procaci bellezze cinematografiche che, in succinte vesti, avevano ben poco della reale stoffa degli infermieri. A chiedere provvedimenti è stata Laura Biagiotti, presidente del Collegio di Pesaro-Urbino, che ha scritto ai sindaci del circondario e al presidente della Provincia - Daniele Tagliolini - ai quali ha chiesto di bloccare la diffusione di materiale pubblicitario lesivo dell'immagine del professionista infermiere e della sanità in senso più generale (estremamente arduo combattere certi stereotipi, soprattutto se anche i media continuano a proporre modelli di organizzazione sanitaria nei quali il medico svetta come il solo protagonista e agli infermieri resta il ruolo dei portaborse). Grave che venga utilizzato un luogo di sofferenza come l'ospedale per reclamizzare gli eventi di un night: la salute non è un gioco Biagiotti, scrivendo anche alla presidente del Collegio di Rimini - Marina Mazzotti - e al Collegio Ipasvi nazionale, ha affermato di voler agire anche a livello nazionale, perché questo retaggio culturale così ostico da debellare è in netto contrasto con la costante crescita della professione infermieristica. Oltre a gettare discredito sulla categoria - scrive Biagiotti - questa brochure genera nel pubblico erronee convinzioni sulle competenze dei nostri iscritti, dimostrando quanto il redattore del manifesto ignori completamente che si diventa infermiere dopo aver seguito un percorso di studi universitario al termine del quale, per esercitare, serve l'iscrizion in un apposito albo. Come categoria - ha aggiunto Biagiotti - siamo dispiaciuti anche per il fatto che sia utilizzato un luogo di sofferenza e di dolore, come l'ospedale, dove gli operatori lavorano con professionalità, per reclamizzare un locale notturno. La salute non è un gioco, non può diventare oggetto di gogliardie.

By | novembre 25th, 2016|Nurse24.it|0 Comments

Giornata contro violenza sulle donne: la rete d’aiuto degli infermieri

È evidente il senso di solidarietà e di vicinanza che gli oltre 430mila infermieri presenti in Italia manifestano in questa giornata alle donne vittime di violenza. Ma lo è altrettanto il messaggio di sostegno reale, diretto, di aiuto che i nostri professionisti rinnovano ogni giorno con il loro operato. Giornata contro la violenza sulle donne Le parole di Barbara Mangiacavalli La violenza contro le donne si combatte anche con l'assistenza costante e l'educazione. Che tuttavia – ed è anche questo il messaggio che gli infermieri vogliono lanciare – non deve essere mirata solo alla donna che ha subito violenza, ma anche all’uomo “maltrattante”. Leggi, regolamenti, la comunità nazionale e internazionale hanno concentrato quasi sempre la loro attenzione – a ragione - sulle donne maltrattate. Ma chi si “prende cura” degli uomini che le maltrattano? Oggi gli uomini – pochi purtroppo - che si rendono conto di aver bisogno di aiuto per allontanarsi dalla violenza partecipano spesso a programmi di centri e associazioni, ma si dovrebbe andare oltre, alle radici di questi atti. Molti uomini non sanno dove andare per cercare aiuto ed è necessario aiutarli a diventare consapevoli delle loro azioni e ad assumersi le loro responsabilità. L’obiettivo con gli uomini maltrattanti deve essere quello di eliminare la scintilla della violenza maschile sulle donne con programmi rivolti ai maltrattanti, il miglioramento della sicurezza delle vittime della violenza e l’impegno nel promuovere il cambiamento sociale Esistono già centri di ascolto per i maltrattanti, ma il problema è far assumere loro la consapevolezza di esserlo, accendere dentro di loro il desiderio di cambiare. La recidiva degli autori di violenza è altissima: più di otto uomini su dieci rischiano di tornare a commettere gli stessi reati, se non interviene qualcosa o qualcuno a fermarli, se non sono assistiti, se non si rivolgono a un servizio o un centro di ascolto. Se non parlano con qualcuno che sappia ascoltarli. Il lavoro di tutela e di sostegno per le vittime di violenza può essere considerato una conquista: ora dovrebbe esserlo anche quello che, alla radice e secondo i canoni della prevenzione, metta in condizione il maltrattante di interrompere la sua violenza. E in questo gli infermieri possono essere ancora una volta in prima linea. Possono fare da “ponte” tra il maltrattante e i centri di ascolto, possono educare, aiutare, stimolare la comprensione. Continua a leggere (http://www.ipasvi.it/chi-siamo/archivio-speciali/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-dagli-infermieri-una-rete-di-aiuto-per-maltrattanti-e-maltrattate-id61.htm)

By | novembre 25th, 2016|Nurse24.it|0 Comments

Genetic counsellor and nurses, Master I livello

L'Università degli Studi di Siena organizza il Master di I° livello "Genetic counsellor and nurses" per l'anno accademico 2016/2017. Infermiere consulente genetico Diventare Genetic nurse counsellor La consulenza genetica è definita come un processo di comunicazione che si occupa dei problemi umani associati alla comparsa o al rischio di insorgenza di una malattia genetica in una famiglia (American Society for Human Genetics, 1975). Obiettivo del Master è quello di formare una figura professionale di genetic counsellor, sulla base delle competenze acquisite durante il corso di studi delle professioni sanitarie in particolare infermieristica ed ostetrica ed altri corsi di laurea in ambito sanitario, attraverso l’acquisizione dei principi e delle pratiche della genetica clinica, medica e di laboratorio. Nei paesi anglosassoni il genetic counsellor è parte integrante dei servizi di genetica dove ha un ruolo fondamentale nello svolgimento delle attività cliniche. In Italia la figura del genetic nurse (/index.php?option=com_content&view=article&id=19390&catid=151&Itemid=1822) o del genetic counsellor è ancora una figura poco conosciuta e poco diffusa, fatte salve poche esprienze su base locale. Il mondo della genetica è in continua evoluzione e questo determina la necessità di essere continuamente aggiornati sulle molteplici situazioni che si possono presentare in ogni campo di applicazione. In questo contesto si colloca il Master organizzato dall'Università di Siena, al termine del quale il partecipante dovrà essere in grado di affiancare il medico genetista nei principali ambiti di consulenza genetica e condurre autonomamente le consulenze genetiche per le quali non è richiesta l’effettuazione di una valutazione clinica al paziente e/o di una diagnosi clinica (consulenze genetiche prenatali, consulenze genetiche preconcezionali e per infertilità, consulenze genetiche oncologiche). Informazioni sul master 2016/2017 Titolo: Genetic counsellor and nurses Tipologia: Master I° livello Scadenza: 28 novembre 2016 Lingua in cui si svolgeranno le attività didattiche: italiano Bando: Bando Link utili: Didattica Siena

By | novembre 24th, 2016|Nurse24.it|0 Comments

Stato dell’arte Infermieristica in emodialisi, evento Ecm

Il Collegio Ipasvi di Firenze organizza un evento formativo sul tema "Malattia Renale Cronica: stato dell'arte dell'infermieristica in emodialisi". Evento gratuito, accreditato per Infermieri e Infermieri pediatrici con 3 crediti Ecm. Infermiera in dialisi Evento formativo accreditato Ecm L'appuntamento è per domenica 4 dicembre, dalle ore 8.30 alle ore 13.30, presso Boscolo Hotel (via del Giglio n.9) a Firenze. Gli obiettivi generali dell'evento formativo riguardano lo sviluppo di conoscenze inerenti i percorsi e le buone pratiche assistenziali per la persona con patologia renale cronica, mentre fra gli obiettivi Ecm si inseriscono la documentazione clinica, i percorsi clinico assistenziali diagnostici riabilitativi e i profili di assistenza e di cura. Con la Legge Regionale n.84 del 28 dicembre 2015 in Toscana sono state costituite tre grandi nuove Aziende Usl, una per ciascuna Area vasta, che accorpano le 12 precedenti. Il sistema sanitario regionale è cosi sottoposto ad un profondo e radicale riassetto organizzativo, che se da una parte rappresenta una fase di estrema criticità, dall’altra rappresenta anche un'occasione per il confronto e per la crescita professionale di tutti i soggetti coinvolti. Infatti, per quanto riguarda l’assistenza in nefrologia, si è sentita l’esigenza di incontrarsi e fare il punto sull’infermieristica nefrologica attraverso il confronto con l’obiettivo di uniformare le modalità operative all’interno dell’azienda per poi estendere il confronto a tutte le nefrologie della Toscana. L’evento del 4 Dicembre non è altro che il risultato di questa condivisione. Seppur il progetto risulti un po’ ambizioso, l’impegno al confronto, alla ricerca, all’approfondimento non può che condurre ad una maggiore consapevolezza del ruolo cruciale dell’infermieristica nella gestione del paziente nefropatico. Il programma completo dell'evento

By | novembre 23rd, 2016|Nurse24.it|0 Comments

Educazione terapeutica, il contratto negoziato con il paziente

L’educazione terapeutica, come definito dall’OMS, dovrebbe permettere al paziente di acquisire e mantenere le capacità e le competenze che lo aiutano a vivere in maniera ottimale con la sua malattia. L'educazione terapeutica è un processo condiviso Un processo centrato sul paziente Secondo l’profilo professionale (/index.php?option=com_content&view=article&id=22957&catid=137&Itemid=1001) e ribadita dalla Legge 42/99; non si tracuri poi il risvolto etico (/index.php?option=com_content&view=article&id=29215&catid=137&Itemid=1001) della funzione educativa dell’infermiere, che con il suo intervento collabora per evitare al paziente dolori eludibili, peggioramenti della condizione clinica e stati di ansia correlati alla mancata padronanza delle situazioni. Partendo dalla valutazione del livello di health literacy (/index.php?option=com_content&view=article&id=29084&catid=150&Itemid=1001) del singolo assistito, ovvero dall’insieme di abilità cognitive e sociali che permettono all’individuo di accedere, comprendere e utilizzare le informazioni utili al mantenimento e alla promozione del proprio stato di salute, il team multidisciplinare definirà le priorità e le competenze chiave che la persona dovrà padroneggiare e lo farà de-strutturando, scomponendo le varie azioni che caratterizzano determinati compiti, riflettendo sulla loro complessità, sull’inusualità del percorso per il paziente e sul particolare stato d’animo che esso si trova a vivere. Definiti in maniera collegiale obiettivi e competenze, individuata dunque la diagnosi educativa - caratterizzata da un verbo che esprima un’azione misurabile – si procede alla negoziazione del contratto, specifico o di sicurezza a seconda dei casi; sondando le dimensioni biologico-clinica, socio-professionale, cognitiva e psico-affettiva, si concordano con il paziente e/o con il caregiver i contenuti, i metodi e gli strumenti di apprendimento e di valutazione. Stendere un contratto, che ha valore di impegno reciproco, rappresenta di per sé uno stimolo per il paziente, il quale percepisce a fondo l’impegno e ha la possibilità di comprenderne le finalità; motivazione e chiarezza degli scopi da raggiungere, gli altri elementi principali. Tuttavia, l’educatore curante deve accettare che il paziente non raggiunga tutte le competenze contemporaneamente, ma ha l’obbligo di considerare ogni paziente come potenzialmente capace di raggiungerle. Non c’è niente di prestabilito e ogni contratto può evolvere in funzione della durata dell’apprendimento, di nuovi eventi che intervengono nella vita o nella malattia del paziente, dell’evoluzione dei suoi bisogni (J. F. d’Ivernois, R. Gagnayre) Bibliografia J. F. d’Ivernois, R. Gagnayre – edizione italiana a cura di M. G. Albano, L. Sasso, Educare il paziente. Un approccio pedagogico, McGraw-Hill, Milano, 2009 S. Benini, Pedagogia e infermieristica in dialogo. Per uno sviluppo delle competenze educative, comunicative e relazionali nella pratica assistenziale, Clueb, Bologna, 2006

By | novembre 22nd, 2016|Nurse24.it|0 Comments

Dal congresso CID indiscrezioni sul nuovo codice deontologico

Dal congresso CID arrivano indiscrezioni sul nuovo codice deontologico. Pio Lattarulo, dirigente professioni sanitarie ASL Taranto, ha partecipato al Congresso nazionale Comitato Infermieri Dirigenti di Rozzano con una relazione approfondita e di settore sull’etica professionale.

Pronta la prima bozza del nuovo Codice Deontologico degli infermieri

Pio Lattarulo

Lattarulo, esperto di etica professionale e profondo conoscitore della filosofia, è membro esterno, insieme al comitato centrale della Federazione nazionale IPASVI, nella stesura nel nuovo codice deontologico degli infermieri.

L’etica è figlia della filosofia e fa pensare a qualcosa d’astratto, ma a differenza della filosofia è molto più concreta. Il dirigente etico è una persona che sfrutta le virtù etiche di Aristotele come il coraggio, la prudenza, l’intelligenza pratica per guidare gruppo professionale che gli viene affidato di cui ne è anche il responsabile, sia in termini di outcome e sia in termini di crescita, spiega il dirigente dell’ASL tarantina. La Federazione Nazionale IPASVI, da gennaio 2016, sta lavorando sul nuovo codice deontologico degli infermieri, avviandosi così verso l'archiviazione di quello pubblicato nel 2009.

Secondo alcune indiscrezioni, la prima bozza del nuovo codice deontologico degli infermieri verrà presentata in Consiglio Nazionale sabato 26 novembre. Oltre a tutti i membri del comitato centrale della federazione Nazionale, il gruppo di studio è stato costituito da 4 membri esterni esperti in materia etica. Questo perché le norme di natura prettamente etica del codice deontologico professionale sono estrapolate dalla riflessione etica e permettono ad un codice di non invecchiare, di non assumere un carattere meramente indicativo, al fine di consentire al professionista e all’interprete di chiarire le questioni che non siano strettamente prescrittive. 

È stato un lavoro molto avvincente, perché migliorare il codice deontologico del 2009 non è stato facile. Il nuovo codice deontologico è stato rivisto completamente, perché ha un nuovo respiro etico - ha raccontato Pio Lattarulo – Tra le argomentazioni più sofferte: l’obiezione di coscienza, la fecondazione assistita, il fine vita, l'organizzazione professionale, lo sviluppo delle competenze, la logistica e l'uso dei social network.

Nessuna novità, invece, è arrivata riguardo l’attuale e discusso articolo 49. I dirigenti infermieri a volte sono costretti a rispettare delle regole che non sono sempre piacevoli da applicare. Schopenhauer diceva che la vita è un teatro, ti spinge e, ad un certo punto, una decisione devi prenderla, motivando se sei in accordo o in disaccordo. Quando il dialogo non serve più con la persona assistita, devi poter lasciare quel setting assistenziale facendoti garante del non-abbandono, ha concluso Lattarulo nella sua intervista.

By | novembre 21st, 2016|Nurse24.it|0 Comments