Formazione continua

La formazione continua del personale sanitario rappresenta lo strumento per favorire il cambiamento dei comportamenti, rispettando gli obiettivi formativi nazionali, regionali ed aziendali programmati e garantendo nel tempo la qualità dell’assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale. In Italia la Commissione nazionale per la Formazione Continua, istituita nel 2000, ha elaborato un programma nazionale di Educazione Continua in Medicina (E.C.M.) rivolto a tutto il personale sanitario, che prevede che l’ECM sia controllata, verificata, misurata, incoraggiata, promossa ed organizzata. Sostanzialmente il sistema ECM da un lato funge da garante sulla qualità e l’utilità degli eventi formativi a cui ogni singolo operatore è libero di partecipare autonomamente, tutelando la propria professionalità; dall’altro rappresenta il mezzo per ricordare ad ogni professionista il suo dovere, richiamato peraltro anche dal Codice Deontologico, di svolgere un adeguato numero di attività d’aggiornamento e di riqualificazione professionale.

La formazione continua è uno strumento importante di cambiamento dei comportamenti, individuali e collettivi necessari per promuovere lo sviluppo professionale, ma è anche una funzione specifica del sistema sanitario indispensabile a garantire nel tempo la qualità e l’innovazione dei suoi servizi.

L’attività di formazione continua è indispensabile per qualsiasi organizzazione che voglia mantenere efficaci ed adeguate le competenze e le conoscenze del personale. Questo aspetto si evidenzia, in particolare, nella sanità dove la variabile umana è la risorsa più importante per garantire performance di qualità. In secondo luogo nasce dalla convinzione che l’Educazione Continua in Medicina o ECM, rappresenti una grande opportunità di crescita, di miglioramento e di arricchimento culturale per il servizio sanitario nazionale e per tutte le sue componenti.

L’avere introdotto, dopo circa venticinque anni dalla nascita del servizio sanitario nazionale, un sistema obbligatorio di formazione continua per tutti i professionisti della sanità, significa aprire una nuova strada all’organizzazione sanitaria, che attraverso il diritto/dovere del singolo, mantiene efficienti e aggiornate le proprie conoscenze, contribuisce a realizzare una nuova cultura organizzativa e innesca un meccanismo istituzionale di rilevanza storica, con potenzialità positive enormi. Entra infatti in modo concreto nei processi di formazione del personale sanitario, anche se può prestarsi a pericolose devianze commerciali e burocratiche che nulla hanno a che fare con le finalità formative. La professionalità di un infermiere può venire definita da tre caratteristiche fondamentali, ovvero il possesso di conoscenze teoriche aggiornate (il sapere), il possesso di abilità tecniche o manuali (il fare) e il possesso di capacità comunicative e relazionali (l’essere). Il rapido e continuo sviluppo della medicina ed, in generale, delle conoscenze biomediche, nonché l’accrescersi continuo delle innovazioni sia tecnologiche che organizzative, rendono sempre più difficile per il singolo infermiere mantenere queste tre caratteristiche al massimo livello: in altre parole mantenersi “aggiornato e competente”.

E’ per questo scopo che, sono nati i programmi di Educazione Continua in Medicina; essa comprende l’insieme organizzato e controllato di tutte quelle attività formative, sia teoriche che pratiche, con lo scopo di mantenere elevata ed al passo con i tempi la professionalità.

In Italia il programma ECM si basa sull’acquisizione di crediti formativi attraverso la partecipazione a iniziative accreditate ECM. Le tipologie di formazione sul campo più frequenti per gli infermieri sono l’addestramento, i tirocini (o stage) presso strutture residenziali o formative, la partecipazione a commissioni, gruppi di lavoro per progetti di miglioramento, l’audit clinico-assistenziale e la partecipazione a progetti di ricerca.

Per sottoporle all’accreditamento ECM è necessario che anche queste iniziative siano progettate e valutabili nel loro impatto formativo.

Il programma nazionale di E.C.M. riguarda tutto il personale sanitario, medico e non medico, dipendente o libero professionista, operante nella Sanità, sia privata che pubblica e deve essere controllato, verificato e misurabile; inoltre, deve essere incoraggiato, promosso ed organizzato. E’ esonerato dall’obbligo dell’E.C.M. il personale sanitario che frequenta, in Italia o all’estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica).

 

CORSI DI AGGIORNAMENTO E FAD:

Con il termine “aggiornamento” si intende un processo il cui scopo è acquisire conoscenze nuove ed evitare che quelle in possesso del professionista, che su di esse basa le proprie scelte operative e i propri modelli di intervento, risultino obsolete.

L’aggiornamento ha quindi una dimensione prevalentemente informativa, estesa a tutte le branche a cui un professionista può essere interessato, senza alcun tipo di filtro e senza che esso sia mirato prioritariamente sui settori cognitivi carenti o gli aspetti che hanno maggiore rilevanza nella pratica professionale.

L’acquisizione di una nuova conoscenza si deve tradurre in un cambiamento della performance, in quanto il professionista può avere delle difficoltà ad abbandonare le vecchie procedure in mancanza di un’adeguata preparazione all’elaborazione della novità e al cambiamento operativo. Gli eventi organizzati che possono rientrare nel programma di E.C.M. appartengono a due grandi categorie: le attività formative residenziali e le attività formative a distanza.

1. Attività formative residenziali: sono la modalità di formazione più tradizionale e diffusa: per partecipare a queste attività l’utente deve recarsi nella sede in cui esse vengono svolte. Esse consistono in:

  • congresso/simposio/conferenza/seminario
  • tavola rotonda
  • conferenze clinico – patologiche
  • consensus meeting interaziendali
  • corsi di formazione e/o applicazione in materia di costruzione, disseminazione ed implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici
  • corso di aggiornamento tecnologico e strumentale
  • corso pratico finalizzato allo sviluppo continuo professionale
  • progetto formativo aziendale
  • corso pratico per lo sviluppo di esperienze organizzativo-gestionali
  • frequenza clinica con assistenza di tutore e programma formativo presso una struttura assistenziale

 

2. Attività formative a distanza: si tratta di programmi per i quali l’utente non deve spostarsi sul luogo di lavoro o dal domicilio, da svolgersi sia in gruppo che individualmente, usando materiale cartaceo o informatico. Per questi programmi di formazione a distanza è previsto un sistema di valutazione con un livello minimo di apprendimento; in altri termini, l’utente deve superare un “test” che comprovi il raggiungimento di un certo livello di apprendimento.

L’utilizzo delle nuove tecnologie multimediali e di internet servono per migliorare la qualità dell’apprendimento agevolando l’accesso a risorse e servizi nonché gli scambi e la collaborazione a distanza. Questo è un passaggio culturale importante perché per molti anni, specialmente la formazione a distanza (FAD) nelle sue varie forme è stata percepita come un ripiego, una seconda scelta rispetto alla formazione di presenza. Ora invece appare evidente che l’e-learning, sia pure a certe condizioni, si propone in modo credibile come il contesto di apprendimento di riferimento nelle società complesse, in continua e veloce trasformazione e ad alta intensità di conoscenza. Le attività formative a distanza sono state accreditate nel secondo semestre del 2002 ed è da intendersi tale anche la formazione residenziale integrata con sistemi di videoconferenza.